| Gentile utente, il profilo glicemico giornaliero dipende da innumerevoli fattori, tra i quali i più comuni e controllabili sono alimentazione, movimento fisico ed eventuale terapia ipoglicemizzante assunta. Alimentazione e movimento fisico influenzano prevalentemente l’andamento diurno della glicemia, mentre l’andamento notturno e al risveglio dipende, oltre che dall’eventuale terapia antidiabetica, anche dalla fisiologica secrezione, nel corso delle prime ore del mattino, di ormoni ‘controregolatori’ (cioè con effetto opposto all’insulina, dunque iperglicemizzante, come cortisolo, adrenalina, etc) che tendono ad aumentare la glicemia, spesso con riscontro di valori del mattino elevati o più elevati rispetto al profilo glicemico diurno, dando luogo a quello che viene definito “effetto alba". In ogni caso, i valori riportati risultano prossimi al target desiderabile (80-130 mg/dl), ma soprattutto il dato di emoglobina glicata, che stima la media glicemica degli ultimi 3 mesi, risulta indicativo di un ottimo compenso glicemico ovvero ampiamente entro il target desiderabile per i soggetti con diabete di tipo 2 in terapia con ipoglicemizzanti non insulinici (<48 mmol/mol). Ultima precisazione: la metformina a lento rilascio attualmente assunta ha una durata d'azione di 24 ore pertanto non richiede il frazionamento di assunzione in più momenti della giornata, dunque la quantità complessiva giornaliera può essere assunta in una unica somministrazione (ovvero una sola compressa da 1000 mg) alla sera dopo cena. Cordiali saluti |